|
HOME_PAGE_TESTIMONIANZE
|
|
1) LA MIA TESTIMONIANZASono originario della Sicilia, ho circa 62 anni, sono sposato, ho due figli ; spiritualmente parlando, posso affermare di essere interdenominazionale,ovvero, non legato a nessuna setta o denominazione religiosa. Ho sempre creduto in Dio, sin da piccolo. In un primo tempo nell’Iddio dei Cattolici, assente, silenzioso, trino; poi , nell’ Iddio cosmico di alcuni scienziati come Einstein e Zichichi e per ultimo nell’Iddio vivente dei profeti e degli apostoli, nel Signore nostro Gesù Cristo. La mia vera conversione è iniziata circa 34 anni fa, nel 1977, allorquando conobbi mia moglie e mi recai a casa sua, a Trapani, per chiedere ai genitori la sua mano. Avevo allora circa 25 anni, avevo perso il lavoro, ero stato licenziato dalla Fiat e da parecchi altri datori di lavoro (nel 1973) e deluso e scoraggiato ero ritornato di nuovo in Sicilia, nel paese natio, dove pensavo sarei rimasto per sempre. Mi sbagliavo, Dio aveva un piano particolare per me. Mi stava preparando ad incontrare il vero amore, la vera pace, la vera vita, ciò che io desideravo. Mi stava preparando ad incontrare colei che sarebbe stata per sempre la compagna della mia vita, la mia dolce consorte. Ripetevo sempre agli amici che desideravo sposarmi a 30 anni e con una donna del mio paese, che abitasse però fuori, in un’altra città e così avvenne. Stavo io profetizzando ? Chissà ! In ogni caso è tramite lei , ovvero il papà di questa ragazza che io ho avuto modo di conoscere Gesù e di fuggire dalla trappola dell’avversario.
Ricordo che i miei familiari si preoccuparono tanto; pensavano che mi fosse venuto un brutto male e che bisognava a tutti i costi andare dal medico o da uno specialista, ma io risposi loro che tutto sarebbe scomparso in tre giorni e così avvenne. Fu un segno alquanto significativo per me: capì che non potevo più temporeggiare e dovevo scegliere se avvicinarmi a Dio o al diavolo. Avvertivo la presenza delle forze della malvagità, soprattutto quando venivo a contatto con un paio di ragazzi che praticavano l’occultismo e lo spiritismo, ma ero anche consapevole del fatto che mi trovavo protetto dall’alto, da Dio e da Suoi angeli. Avevo imparato a pronunciare il nome di Gesù e a pensare al sacrificio che Egli ha compiuto sulla Croce per la salvezza degli uomini e così quando avvertivo la presenza delle forze negative, quando qualche volte mi trovavo di fronte agli emissari di Satana, facevo di tutto per far capire che non avevo paura di nessuno. In realtà, però, quando rimanevo da solo avvertivo un gran senso di disagio che andava sempre più crescendo, un senso di vuoto che non riuscivo a colmare, uno stato d’ansia da cui volevo fuggire. Non riuscì più ad andare avanti da solo, anche perché un ragazzo posseduto da vari demoni iniziò a lanciare le sue maledizioni su di me e verso i miei familiari, dando effettiva dimostrazione del potere malefico che poteva esercitare, e così una notte mentre passeggiavo nella piazza del paese, guardando verso l’alto gridai: ”Mio Dio, dove sei ? Esisti davvero ? Aiutami, perché mi trovo in pericolo ed io non voglio fare una brutta fine!” Passarono alcune settimane e mentre mi trovai di nuovo a passeggiare su quella piazza, i miei occhi si posarono su mia moglie, allora diciottenne. Mi accostai con l’intento di procacciare la sua amicizia, ma a distanza di poco tempo mi accorsi che un meraviglioso sentimento di amore andava sempre più legando i nostri cuori. A motivo di tale sentimento, dopo tante telefonate , dopo aver scritto tante cartoline e lettere, dopo aver riflettuto a lungo, passato notte insonni, momenti di idillio, decisi di presentarmi a casa sua per farmi conoscere dai genitori e fidanzarmi ufficialmente. Quando suonai il campanello si presentò il papà della mia ragazza. Sapeva che venivo da lontano, che mi presentavo per la prima volta con l’intento di farmi conoscere e chiedere la mano della figlia e così mi fece entrare in casa mettendomi a mio agio. Con sincerità devo dire che a colpirmi di più di quest’uomo fu il suo sguardo: uno sguardo semplice, benevole, caloroso, accogliente. Poi, la sua maniera di fare , di parlare, di colloquiare. Mi chiese per prima cosa se fossi un cristiano e se intendevo amare e seguire il Signore e non ottenendo la risposta che si aspettava esitò un momento poi disse :” Riprenderemo il discorso, è l’ora di avvicinarci a tavola per pranzare, si vedrà”. Nella stanza attigua tutti i membri della famiglia erano già attorno al tavolo apparecchiato; Concetta, la mia futura sposa osservava ogni movimento ; sono sicuro che, se poteva farlo, mi sarebbe venuta incontro baciandomi. Venne l’ora della preghiera di ringraziamento ; il capo famiglia , cioè mio suocero, elevò in alto la sua preghiera , mentre tutti risposero “amen ! “ io mi sentì venire meno ; mi toccai il fianco come se qualcosa di acuminato mi avesse toccato dentro, nell’intimo. Ora capisco che fu lo Spirito di Dio a visitarmi, la preghiera di un uomo consacrato a mettermi in crisi. Io che mi sentivo spirituale, sufficientemente colto, capace di parlare delle cose che riguardavano il cielo e la creazione. Quando poi riprendemmo il discorso, pur di ottenere quando io chiedevo promisi che avrei servito il Signore e avrei fatto tutto ciò che bisognava fare per ottenere il Suo favore. Mi sentivo confuso, a disagio e felice nello stesso tempo. Finalmente potevo dire che avevo incontrato la ragazza dei miei sogni, la donna che mi avrebbe accompagnato tutti i giorni della mia vita. Ma dal punto di vista spirituale avvertivo nel cuore un immenso vuoto , un grande senso di colpa , il peso dei miei peccati. Mio suocero, essendo molto sensibile, capi in che condizione mi trovavo e con pazienza e l’aiuto da parte del Signore, incominciò ad evangelizzarmi; a parlare del sacrificio che Gesù fece sulla Croce per me e l’umanità intera; della “Nuova Nascita”, della Grazia di Dio e del grande amore che Egli ha per tutte le creature. Mi fece capire che avrei dovuto confessare tutti i miei peccati e pregare per ricevere lo Spirito Santo ; che risultavo influenzato da forze negative e che , al più presto avevo bisogno di essere liberato.Non si sbagliava, aveva proprio ragione anche se mi veniva difficile ammetterlo. In ogni caso avevo fatto una promessa ed ora era giunto il momento di mantenerla. Non potevo più tirarmi indietro: se volevo il permesso di frequentarmi con la figlia dovevo accettare Gesù come personale Salvatore e fare ciò che il papà di tale ragazza mi diceva. Che fatica per ascoltarlo, condividere le sue opinioni ed il suo modo di fare ! Mi resi conto soprattutto quando nel boschetto di Erice mi invitò, quel pomeriggio ad inginocchiarmi vicino a lui ed un fratello in fede per pregare il Signore. Senza un po’ d’erba, sul terriccio pieno di sassolini, con il “pericolo” che qualcuno si accorgesse, proprio io che ancora non credevo negli effetti della preghiera dovevo inginocchiarmi e fare come loro. Tuttavia non potevo tirarmi indietro ; dovetti accondiscendere e stare là ad ascoltare, a far finta di credere. Si ! perché ancora non riuscivo ad accettare l’idea che Gesù potesse avere un rapporto diretto con il singolo individuo, con loro che pregavano e tanto meno con me. Troppo bello per poterlo credere, infantile per me che possedevo quel tipo di conoscenza. Comunque la pensassi ormai mi trovavo là con loro e non potevo fare niente per sottrarmi. Iniziò per prima a pregare il papà della mia ragazza, poi il fratello che si era portato dietro, perché potesse pregare pure per me. In un primo momento mi venne da ridere; poi, quando vide che fecero sul serio, incominciai a tremare, ad agitarmi, a piangere. Mi trovavo in presenza di due veri credenti che agivano per fede ; che osarono sfidare il diavolo pur di vedermi “ libero”, con la pace nell’anima, nelle condizioni di credere in Gesù, nelle Sue promesse e nel Suo aiuto. Quei momenti di lotta spirituale mi sembrarono una eternità, ma nello stesso tempo l’inizio di una nuova tappa, lungo il sentiero della vita. Quando poi mi ritrovai da solo nella casa dei miei genitori, rientrato in me stesso, capì che il Signore stava veramente operando e che stava servendosi proprio della mia ragazza e di suo padre ( evangelico) per portarmi nella retta via e dentro il suo ovile. Capì che non potevo più perdere tempo e giocare con l’avversario; che al più presto dovevo cambiare vita, modo di pensare e di agire.. Nel giro di poche settimane, infatti mi liberai di tutte le riviste ( dei misteri) e dei libri che in un modo o nell’altro portavano nella via della perdizione, di tutte le amicizie che avevano contribuito nel farmi spiritualmente smarrire, nonché degli oggetti che un cristiano non dorrebbe tenere a casa. A distanza di circa dieci mesi , poi per motivi di lavoro mi trasferì a Trapani e fu là che il Signore, in seguito alle preghiere elevate da mio suocero e da altri fratelli , mi rese libero.Prima che ciò potesse accadere nel mio cuore sentivo a volte tanta tristezza, una immensa inquietudine che mi portava a volte a piangere, naturalmente di nascosto. Nei momenti di preghiera sentivo nel mio cuore un “ peso” che sempre più andava salendo verso la gola. Sudavo tanto e , a volte, dovevo portarmi dietro la camicia di ricambio; piangevo tanto, ma quando chiesi perdono e fui “lavato” col sangue prezioso di Gesù ottenni la vera liberazione, la vera pace e la vera gioia. Nello spirito avvertì la presenza di un “angelo” che mi sorrideva nel momento in cui iniziai a lodare il Signore ; mi accorsi che persino la mia voce aveva subito un cambiamento ed era diventata intonata. Fu l’alba di un nuovo mattino spirituale, l’inizio della mia vera conversione , la risposta al grido che il mio cuore aveva elevato a Dio mesi prima, in quella notte. Calogero Profeta
Testimonianza schioccante....ma degna di essere ascoltata.
|